Progetto Ciclostrada ABT ( Albino-Bergamo-Treviglio)

Cari residenti nella Provincia di Bergamo, cari Lombardi,
siamo a scrivere da Bergamo, al centro di tutta la drammatica vicenda legata alla diffusione del Covid, troppe le morti, troppi i paesi che hanno perso le generazioni più anziane, specie nelle nostre valli.
Da anni un gruppo di lavoro fra cui A.Ri.Bi (la prima associazione nata in Italia nel 1981 a promuovere l’utilizzo della bicicletta) , Il Master di San Vigilio nella persona dell’Architetto Fulvio Valsecchi, gli ingegneri di eV-Now!, la fondazione italiana per lo sviluppo della mobilità alternativa ed elettrica, con Marco Baudino (premiato con Future Power – Vipot come soluzione di Economia Circolare applicata nel 2016 con medaglia del Presidente della Repubblica) e Daniele Invernizzi, Presidente della Fondazione e grande esperto Italiano di mobilità, tutti insieme stiamo proponendo alle Istituzioni una soluzione innovativa da insediare sul nostro territorio per avviare una sperimentazione (tutto documentato da protocolli, email e conferenze).
Si tratta di una “Ciclostrada”, sembra una parola che denota semplicemente una carreggiata su cui fare transitare i cicli, ma così non è.
In parole semplici, vogliamo qui spiegare anche per i più profani, la bontà di un progetto innovativo rispondente alle esigenze post Covid e fruibile a partire da chi utilizza mezzo per compensare le diverse abilità.
Una struttura INCLUSIVA proprio perché PER TUTTI COLORO CHE UTILIZZANO MEZZI ELETTRICI o SERVOASSISTITI, evidentemente escluse le automobili.
Il territorio individuato è una direttrice che unisca Albino a Bergamo e Treviglio, concepita come una città lineare, per semplificare le percorrenze e raggirare i tortuosi percorsi, talvolta anche ciclabili su di essa disseminati.
La Valle Seriana dunque, unita passando per Bergamo a Treviglio dove ha certamente sede il più importante snodo ferroviario della Provincia.
Nel tratto che scende da Albino a Bergamo, esiste già la Ciclabile per altro davvero bella della Valle Seriana, quindi si tratterebbe di creare la struttura lineare che raccorda Bergamo a Treviglio dove una volta giunti, attraverso la Bicipolitana , opera già realizzata al 75%, ci si può muovere in sicurezza all’interno della cittadina.
La direttrice individuata, scorre al fianco del treno, esattamente come nel tratto superiore, dove a lato del Tram corre la ciclovia.
Si tratterebbe di una Ciclostrada dunque, dalle dimensioni atte a recepire mezzi innovativi come le biciclette elettriche, i monopattini, gli overboard, i quadricicli, ovvero quelle “misteriose” ma vere auto a pedali con assistenza elettrica, qui da noi ancora sconosciute sul mercato ma… PRODUCIBILI dalle aziende già operative sul territorio bergamasco. E che porterebbero LAVORO BUONO PER PRODOTTI UTILI per la nostra comunità.
Un dato che ci ha fatto ragionare sulla necessità di trovare una soluzione sostenibile agli spostamenti casa-lavoro o casa-scuola sul territorio indicato, è certamente l’alta densità della popolazione presente tra Bergamo e Treviglio.
Di fatto un costruito continuo che quasi non differenzi i paesi dal capoluogo, ma che anzi UNISCA in un unico e condiviso progetto di mobilità dolce e sostenibile, adeguata e rispettosa delle esigenze di tutti!
Muoversi da e per, nella maggioranza dei casi e sulla base di studi scientifici ed indagini compiute, non comporta spostamenti superiori a 5/6 chilometri al giorno, una distanza volendo facilmente copribile a piedi, ma meglio e per l’appunto con la bicicletta e con questi nuovi mezzi leggeri che la tecnica evoluta, presente anche a Bergamo, oggi ci mette a disposizione!!
Perché non creare allora qualcosa di utile e unico? Oltre alla non più tanto desiderata autostrada Bergamo Treviglio, da alcuni invocata per diventare suolo che attrae poli di importante sviluppo logistico ed industriale che necessitano di uno snellimento per il trasporto merci, ma certamente poco percorsa nei casi di tutti i giorni da NOI Cittadini, una struttura a NOI e per NOI Cittadini idonea come una “#AutostradaperCicli, ovvero una CicloStrada per i mezzi leggeri legati al mondo della mobilità dolce”! Perché NO? 
Non siamo visionari. Siamo tecnici, studiosi, esperti che ci sta a cuore un futuro diverso semplicemente immaginando il tempo che è già arrivato per una alternativa sostenibile che è anche un esperimento sociale e un domani potrà mettere al confronto i dati relativi agli utilizzi di entrambe le soluzioni, la CicloStrada e la AutoStrada, e fornire così dati da analizzare per replicare l’esperimento in altri insediamenti.
Il post Covid, ci incoraggia a scegliere il mezzo privato per lo spostamento quotidiano, data la riduzione indotta dal distanziamento sociale imposto per ragioni di sicurezza sui mezzi pubblici, per ovviare al rischio che ci si rinchiuda ancora tutti nella auto private, a motore endotermico o elettriche che siano, ingombrano nello stesso modo… E inquinano, la prima anche per effetto della combustione. Le istituzioni hanno pensato di incentivare mezzi innovativi, tra cui i quadricicli elettrici, oltre ai mezzi tradizionali leggeri quali bici e monopattini.
La struttura lungo il suo sviluppo avrebbe oltre agli accessi riservati, previo la sottoscrizione di un abbonamento , tutti i supporti necessari, di assistenza e di promozione del territorio e dei suoi prodotti agro alimentari, si prevede infatti che sia correlata di colonnine di ricarica provviste di DAE , di punti di distribuzione di prodotti agroalimentari a KmZero del territorio, tutti alimentati da energia elettrica prodotta in loco attraverso mini impianti innovativi che trattano scarti organici come deiezioni animali dei tanti allevamenti bergamaschi e altro disponibile nelle numerose aziende agricole lungo il percorso. Innovazione interessantissima questa, da applicare nella Bergamasca, per produrre energia e un ottimo e prezioso fertilizzante!! Il tutto in un regime effettivo di economia circolare applicata ad una innovativa infrastruttura che potrebbe pagarsi attraverso gli oneri di urbanizzazione della sorella maggiore Autostrada Bergamo Treviglio in carico a IPB Spa .
Le pendenze (quasi del 5 per mille) sono leggermente più pronunciate rispetto a quelle della bassa pianura: in uno spazio di meno di 20 km si passa dalla quota di 211 m s.l.m di Stezzano a quella di circa 115 m della periferia meridionale di Treviglio, quindi anche non in presenza di assistenza elettrica, i mezzi a propulsione umana, possono affrontare il percorso senza particolari difficoltà.
Chi si muoverà lungo questa direttrice, non sarà dunque solo il “pendolare Km5” ma sarà anche il cicloturista che magari provenendo dalla VEN-TO, intercetterà la nostra Provincia risalendo alla Città capoluogo attraverso Treviglio e risalendo in un meandro di meraviglie architettoniche, storiche e culturali, luoghi di culto, potrà raggiungere le nostre Valli , i nostri Parchi, per ammirarne la meraviglia.
Si ritiene ipotizzabile che il costo dell’intera opera si aggiri intorno ai 10 milioni di Euro, una minima spesa se rapportata alla grande opera Autostrada , che nel piano economico pare avere preventivato dai 350 ai 400 milioni di Euro tanto che è stata presentata proprio alla Regione la richiesta di un contributo di 130 milioni di euro per sbloccare e rendere sostenibile il piano economico del progetto.
Il contributo potrebbe essere recuperato all’interno dei 3 miliardi di euro stanziati da Palazzo Lombardia per rimettere in moto l’economia dopo la profonda crisi Covid-19 e proprio per questa emergenza, noi stiamo sfinendo gli enti affinché accolgano anche la nostra proposta, partita dal basso.
E’ la gente a chiederlo, sono le associazioni, il nostro desiderata è quello di recuperare attraverso una piattaforma di crowdfunding un importo che ci permetta di scrivere il progetto da ripresentare alla Provincia di Bergamo affinché sia considerato nel P.T.C.P e riceva la massima condivisione dei Comuni affacciati sulle aree interessate.
Un Crowdfunding di un Euro a testa per venti, trenta cento mila persone testimoni della volontà di provarci. Per un finanziamento investito nello studio preliminare e preciso per la presentazione a TUTTI di un qualcosa di UNICO al Mondo! UNICA!!! Per come sarà concepita in un territorio, quello della Bergamasca, che è ideale per lo sviluppo di questa idea! Come è emerso dall’analisi urbanistica e morfologica effettuata dall’Architetto Fulvio Valsecchi.
Pensiamo che un progetto nato dalla gente, da essa sostenuto, abbia un peso politico non trascurabile e sarebbe bello vedere che nella nostra terra si afferma una grande sensibilità al tema della salute, della qualità dell’aria (purtroppo penalizzata dai numerosi insediamenti industriali, dal traffico insostenibile, dalla conformazione geografica) che non necessariamente deve essere di interferenza ad un’opera che pare indispensabile per rendere attrattivo il nostro territorio a logistiche e grandi insediamenti di grandi colossi commerciali e industriali.
L’una non preclude l’altra, anzi, la grande opera, se portasse con se la risposta al grido d’allarme udito proprio durante l’emergenza sanitaria, risulterebbe più saggia.
Grazie per l’attenzione.
Architetto. Fulvio Valsecchi, Ing. Marco Baudino e Ratti Claudia.
 
Oggi piú che mai serve cambiare paradigma. Serve guardare oltre, serve osare.

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