Richiesta delucidazioni Bando Comunale per Bike Sharing a flusso libero

In virtù della nostra storicità e del ruolo sociale rivestito in città per ben 38 anni , di collaborazione fattiva e di proposte nei confronti delle amministrazioni che si sono succedute, alla luce dell’ avviso pubblico per la concessione di contributi per la diffusione dell’attività di bike sharing a flusso libero a favore di operatori economici , pubblicato in data 5 febbraio 2019, chiediamo alcune delucidazioni nel merito. Partendo da un’ analisi semplice, dei numeri riportati nel bando, in termini di importo stanziato pari a euro 130 mila, pezzi richiesti per una minima fornitura riferibili a un minimo di 450 e massimo 1200 unità e rispetto le tipologie di biciclette suggerite, sia con cambio che assistite , siamo a chiedere a chi ha redatto e il bando, quanto segue:

  • Nel 2009, quando prese il via il servizio BiGi (gestito da Bicincittà) presso il Comune di Bergamo, quanto costò l’acquisto di una bicicletta tipo City Bike con rapporti, attrezzata per l’accoppiamento alla colonnina, della casa produttrice Lombardo?
  • Partendo dall’importo che sarà il risultato della risposta precedente e considerati gli aumenti sensibili di questi ultimi dieci anni, ipotizzando il minimo di 450 pezzi indicati per la fornitura, siamo certi che con 130 mila Euro, offriremo bici sicure e di qualità e
    soprattutto durature? 

Anche nel calcolo migliorativo di pagare Euro 300,00 a bicicletta, potremmo offrire giusto quelle del supermercato, bici non sicure e nemmeno riparabili in molti casi.

  • Nel bando si chiede anche una percentuale di biciclette assistite pari a circa il 30 % (quindi indicativamente un centinaio di pezzi), se consideriamo che una bicicletta di quella tipologia, di livello medio-basso può costare dalle 800 ai 1000 euro, allora l’importo messo a disposizione ci pare davvero inadeguato.
  • Fino a qui non abbiamo ancora parlato delle caratteristiche che dovranno avere in aggiunta ovvero, un sistema di bloccaggio automatizzato delle biciclette; un sistema wireless di tracciamento che localizzi la posizione in cui una bicicletta viene prelevata o rilasciata e che identifichi l’utilizzatore, il sistema che sblocchi la bicicletta tramite app da parte dell’abbonato registrato, un carter per posizionare i loghi e rendere la bicicletta distinguibile tra quelle della cittadinanza; tutte spese da sommare ai costi puri delle biciclette cifra che influirà sensibilmente sul numero e la qualità delle biciclette che potranno essere messe a disposizione.
  • Il criterio di accogliere solo proposte da Aziende che abbiano effettuato almeno una esperienza di appalto su un comune di 50 mila abitanti, potrebbe impedire a nuove idee o start up di giovani innovatori di settore, di partecipare avvantaggiando sempre i soliti colossi che in Italia oggi hanno già un ampio raggio d’azione. Mai potendo partecipare le altre aziende, mai avranno diritto ad entrare nel girone dei fortunati.
  • Per quanto riguarda l’erogazione del contributo che avverrà in tre rate pari:
    ● 30% presentazione SCIA
    ● 50% dopo sei mesi dalla piena attivazione servizio;
    ● 20% al termine di 12 mesi di effettivo servizio.

Pur comprendendo le ragioni del Comune di Bergamo, osserviamo che sono troppo stringenti per chi vorrebbe tentare l’approccio.
In conclusione, dopo tutte queste considerazioni, siamo a chiedere se è stato verificato quante aziende in Italia hanno i requisiti per partecipare ?

In conclusione, dopo tutte queste considerazioni, siamo a chiedere se è stato verificato quante aziende in Italia hanno i requisiti per partecipare?
Come A.Ri.Bi ci sentiamo di potere quasi fare magicamente una previsione…
● Chiediamo dunque quali motivazioni hanno indotto un ufficio sicurezza-mobilità a promulgare un bando così vincolante a chiusura di un mandato Amministrativo?
● Il rischio di consegnare alla città un pessimo servizio è alto e questo comporterà seri problemi per chi la governerà dopo generando problemi legati ai costi per il mantenimento del servizio e le manutenzioni.
Il denaro è pubblico e va orientato con ragionevolezza e soprattutto lungimiranza.

Fare piovere 450 biciclette tra il mese di Aprile ed il mese di Giugno, non assolve sicuramente agli impegni assunti per promuovere l’utilizzo della bicicletta e parrebbe essere strumentale ad una campagna elettorale.


Certi che non sia così, e che ci sia stato un involontario errore di valutazione, chiediamo di revocare il bando e riscriverlo meglio, con ampio respiro e senza immotivata fretta, mettendo al centro la qualità e la sicurezza che le biciclette dovranno assicurare.

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