Non è un intralcio, è una persona: la convivenza tra bici e motori

Marcia affiancata e nuove regole 2025: come cambia la vita in bici (e in auto)

Ciao a tutti, amici di Aribi.
In questi giorni si fa un gran parlare delle nuove regole per chi pedala. C’è chi le vede come l’ennesima imposizione e chi, come noi, preferisce leggerle come occasioni. Occasioni per fare pace con un’idea semplice: la strada è uno spazio fragile e condiviso, non un’arena dove vince chi ha il motore più grosso
La marcia affiancata: è davvero un problema per le auto?
Sui social è scoppiata la guerra per la proposta del cosiddetto “serpentone”. Ma parliamoci chiaro: la marcia affiancata (proposta dall’onorevole Pella) non è un dispetto a chi guida. La regola permetterebbe di pedalare in coppia o in gruppi fino a dieci persone, fuori dai centri abitati, a patto che ci sia spazio per un sorpasso sicuro con almeno 1,5 metri di distanza
 
Perché è una buona notizia per tutti? È pura geometria, non ideologia

Se siamo compatti, il sorpasso dura un attimo. Se siamo in una fila indiana chilometrica, l’auto deve restare nella corsia opposta per un tempo infinito, aumentando il rischio di incidenti. Insomma, riduce l’azzardo e rende la manovra più chiara

Casco, luci e quel “numero di targa” sul telaio
Poi ci sono le altre novità che puntano a proteggere l’utente debole
  • Casco obbligatorio: La proposta prevede l’obbligo per i minorenni e per chi pratica sport con scarpe tecniche.Io lo dico sempre: il casco è un abbraccio silenzioso. Non toglie poesia alla pedalata, ma ci protegge quando qualcosa va storto
  • Luci accese anche di giorno: Una luce rossa posteriore, fissa o intermittente, sempre attiva per non “sparire” nel traffico
  • Identificazione della bici: Dal 2026, ogni nuovo telaio avrà un codice identificativo registrato alla Motorizzazione.Un modo concreto per contrastare i furti e tracciare la proprietà
Meno muscoli e più educazione (per tutti)
La cosa che mi convince di più, però, è l’intervento sulla formazione. Includere nei quiz della patente le norme sulla circolazione dei ciclisti e sulle scorte tecniche è fondamentale. La sicurezza non nasce dai divieti, ma dallo sguardo di chi guida: capire che davanti non c’è un ostacolo da scavalcare, ma una persona.
Perché, ricordiamocelo, la strada non è di nessuno
 
Proprio perché appartiene a tutti, dobbiamo averne cura insieme, con meno tifo e più umanità. Alla fine, la vera innovazione non è avere ragione o arrivare primi al semaforo. La vera innovazione è tornare a casa ogni sera
 
Ci vediamo in sella (e magari, se la strada lo permette, uno a fianco all’altro).
 

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