Legge di Bilancio 2026: un Paese che va a ritroso

Mentre l’Europa punta con decisione su investimenti mirati per favorire la mobilità pulita e la tutela dell’ambiente, l’Italia sceglie purtroppo una strada opposta.

La Legge di Bilancio 2026 delude le aspettative di chi ogni giorno usa la bicicletta, il trasporto pubblico o mezzi ecologici, introducendo tagli drastici a fondi fondamentali per lo sviluppo di una mobilità moderna e sicura.

La cancellazione totale del Fondo Ciclovie Urbane, già ridotto nel 2025, rappresenta un segnale gravissimo: senza questi fondi, l’ampliamento delle piste ciclabili e la realizzazione di infrastrutture protette si bloccano, limitando fortemente le possibilità di spostamento sicuro per milioni di cittadini. A ciò si aggiungono un taglio di 80 milioni di euro alle metropolitane di Roma, Milano e Napoli e la riduzione di 12 milioni al Fondo Mobilità Sostenibile, destinato a finanziare autobus ecologici, trasporto merci su ferro e mezzi a idrogeno.

Oltre a questi, mancano finanziamenti cruciali: non sono previsti fondi per il Fondo Nazionale Trasporti, nuove opere di trasporto rapido di massa e il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2030, che rimane dunque inefficace mentre incidenti e vittime della strada non diminuiscono abbastanza.

Nel contesto europeo, risulta ancora più evidente lo spreco di opportunità: il Piano Sociale per il Clima destina all’Italia miliardi di euro, ma la legge di bilancio assegna queste risorse quasi esclusivamente all’acquisto di nuovi autobus, trascurando le ciclovie e azioni concrete per la mobilità dolce.

A.Ri.Bi., con 44 anni di esperienza sul campo, esprime forte preoccupazione e indignazione. Chiediamo investimenti reali in infrastrutture ciclabili, sicurezza su strada e trasporto pubblico efficiente, per rendere le nostre città più vivibili, sane e sostenibili.

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