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ANNO 1998
Provincia di Bergamo
Area III - Viabilità e Trasporti
PIANO DI RETE CICLABILE
PER LA PIANURA BERGAMASCA
Comitato Provinciale per la Ciclabilità in
collaborazione con A.Ri.Bi.
PRESENTAZIONE
Con la delibera di
Giunta n.499 del 22.5.1997, l’Amministrazione Provinciale di Bergamo ha
deciso di dotarsi di uno strumento programmatore di ampio respiro
avente ad oggetto le infrastrutture cicloviarie, avvalendosi a tal fine
della collaborazione dell’A.Ri.Bi.
L’intenso lavoro conseguentemente eseguito
nell’arco di quasi un biennio, ha permesso di recepire ed evidenziare
la situazione attuale, le iniziative in atto e le previsioni di
intervento.
L’A.Ri.Bi. auspica che l’elaborato stesso
costituente un vero e proprio “Piano di rete ciclabile per la pianura
bergamasca” possa incentivare e stimolare la pianificazione
territoriale, sia a livello provinciale che comunale, degli interventi
a favore della ciclabilità.
Hanno collaborato :
per l’A.Ri.Bi.: dott. arch. Marco Pasinetti,
dott. ing. Gualtiero Brambilla Pisoni, dott. arch. Maddalena Verdina,
con la supervisione del dott. arch. Alberto Capitanio;
per la Provincia : dott. ing. Giuliano
Lorenzi, dott. arch. Silvia Garbelli, geom. Giuseppe Insinna, p. inf.
Carlo Lavelli.
Elenco
dei comuni interessati dal Piano di Rete Ciclabile:
| Albano S.Alessandro
Almè
Alzano
Lombardo
Antegnate
Arcene
Azzano
San Paolo
Bariano
Bolgare
Boltiere
Bonate
Sopra
Bonate
Sotto
Bottanuco
Brembate
Brembate
Sopra
Brignano
Gera d’Adda
Calcinate
Calcio
Calusco
d’Adda
Canonica
d’Adda
Calvenzano
Capriate
S.Gervasio
|
Caravaggio
Casirate
d’Adda
Castelli
Calepio
Cavernago
Cividate
Chignolo
d’Isola
Chiuduno
Ciserano
Cologno
al Serio
Cortenuova
Covo
Curno
Dalmine
Fara
Gera d’Adda
Filago
Fornovo
S.Giovanni
Ghisalba
Gorlago
Gorle
Grassobbio
Grumello
del Monte
|
Lallio
Levate
Madone
Martinengo
Medolago
Montello
Morengo
Mornico
Mozzanica
Mozzo
Nembro
Orio
al Serio
Osio
sopra
Osio
Sotto
Pagazzano
Paladina
Palosco
Pedrengo
Ponte
S.Pietro
Pontirolo
Nuovo
Presezzo
|
Ranica
Romano
di Lombardia
San
Paolo d’Argon
Scanzorosciate
Seriate
Solza
Suisio
Telgate
Terno
d’Isola
Torre
Boldone
Trescore
Balneario
Stezzano
Treviglio
Treviolo
Urgnano
Valbrembo
Verdellino
Verdello
Villa
d’Almè
Villa
di Serio
Zanica
|
Tocca ora ai comuni attivarsi per
realizzare le opere necessarie a dare completezza alla proposta. Si
segnala la possibilità di ottenere finanziamenti su progetti
operativi. Il contenimento dei costi può essere facilmente
raggiunto applicando le indicazioni tecniche di segnalamento redatte a
cura del “Comitato Provinciale per la ciclabilità” nell’anno
1998 e depositato al Ministero dei LL.PP. Eventuale copia può
essere richiesta all’A.RI.BI. o al Settore Viabilità e Trasporti
della Provincia di Bergamo.
PREMESSA
Presso la
Provincia di Bergamo, con delibera del Consiglio Provinciale n. 131 del
05.09.1994, è stato istituito il Comitato Provinciale per la
Ciclabilità.
A tale Comitato compete l’onere di acquisire conoscenza delle
iniziative in materia di ciclabilità nell'ambito del territorio
provinciale e di ipotizzare organici collegamenti cicloviari
intercomunali o d'area, finalizzati alla realizzazione di una rete
provinciale di ciclovie e/o itinerari ciclabili.
L'Associazione per il Rilancio della Bicicletta (A.RI.BI.),
con sede in Bergamo e rappresentata all'interno del Comitato
provinciale citato, si è offerta di intraprendere lo studio
della rete cicloviaria avvalendosi della propria struttura interna,
cioè organizzando un gruppo di lavoro tra i suoi iscritti.
Con delibera nE499 del 22.05.1997, l'Amministrazione ha
accolto la proposta dell'A.Ri.Bi., articolata come qui di seguito
riportata.
L’ambito territoriale oggetto di studio è costituito
dalla porzione della pianura bergamasca, che si estende
orientativamente dalla latitudine del capoluogo,
lungo la fascia pedemontana fino a sud, in corrispondenza del tracciato
della strada statale SS.11 e all’area Sud-Est del territorio
provinciale intorno al centro di Romano di Lombardia tra i due fiumi,
Oglio e Serio e tra le strade SS.11 e SP.122.
A Nord l’estensione ha riguardato la propaggine che da Curno
prosegue fino a Villa d’Almè lungo la SP.153 all’imbocco della
val Brembana e la propaggine che da Bergamo si distende fino a Nembro
nella bassa val Seriana. Queste due integrazioni abbracciano a Nord di
Bergamo un’area di interesse naturalistico, quella del Parco
Regionale dei Colli.
Dati
raccolti
Il
lavoro ha prodotto determinazioni che sono state trasmesse
all'Amministrazione Provinciale in una relazione illustrativa,
accompagnata da carte tecniche regionali (C.T.R.), con rappresentazione
grafica di tutte le informazioni acquisite e scheda tipo di rilevazione.
Le direttrici e aree di mobilità principale
individuate sono:
Area Suburbana di Bergamo:
(SS.342, SS.42, tangenziale sud di Bergamo) con i Comuni di Azzano San
Paolo, Grassobbio, Lallio, Orio al Serio, Ponte S.Pietro/Curno,
Seriate, Stezzano, Treviolo, Zanica.
Direttrice Bergamo-Treviglio: (SS.42 e
SS.525) con i Comuni di Arcene, Boltiere, Brignano Gera d’Adda,
Calvenzano, Caravaggio, Casirate d’Adda, Ciserano, Dalmine, Fara Gera
d’Adda, Levate, Osio sopra, Osio Sotto, Pagazzano, Pontirolo Nuovo,
Treviglio, Verdellino, Verdello.
Direttrice Bergamo-Seriate: (con
diramazioni per Castelli Calepio SP.91, Trescore SS.42 e Cremona
SS.498) con i Comuni di Albano S.Alessandro, Calcinate, Castelli
Calepio, Cavernago, Chiuduno, Gorlago, Grumello del Monte, Montello,
San Paolo d’Argon, Trescore Balneario, Bolgare e Telgate.
Direttrice Bergamo-Mozzanica: (SS.591)
con i Comuni di Bariano, Cologno al Serio, Fornovo S.Giovanni, Morengo,
Mozzanica e Urgnano.
Area “dell’Isola”: (individuata da un
triangolo formato dalle SP.155, SP.156, SP.165, SP.166, SP.170) con i
Comuni di Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Brembate
Sopra, Calusco d’Adda, Canonica d’Adda, Capriate S.Gervasio, Chignolo
d’Isola, Filago, Madone, Medolago, Presezzo, Solza, Suisio, Terno
d’Isola.
Direttrice val Brembana: (lungo la
SP.153) con i comuni di Almè, Mozzo, Paladina, Valbrembo, Villa
d’Almè.
Direttrice Nord-Est: (SS.42, SP.35,
SP.67) con i Comuni di Alzano Lombardo, Gorle, Nembro, Pedrengo,
Ranica, Torre Boldone, Scanzorosciate, Villa di Serio.
Area di Romano di Lombardia: (SS.498, SP.122)
con i Comuni di Antegnate, Calcio, Cividate, Cortenuova, Covo,
Ghisalba, Martinengo, Mornico, Palosco e Romano di Lombardia.
I poli di maggiore interesse sovraccomunale per servizi
ed infrastrutture presenti sui loro territori, tralasciando Bergamo,
capoluogo provinciale, di cui è superfluo evidenziare
l'importanza, sono:
- Dalmine - Ponte S. Pietro/Curno
- Romano di Lombardia - Seriate - Treviglio.
Modalità ed obiettivi generali assunti
Il presente studio porterà alla determinazione di un
piano della rete ciclabile che troverà attuazione in tempi a
medio e lungo termine.
L’operazione che chiude questo lavoro consiste nel definire
la natura delle ciclovie da realizzare secondo le quattro classi
definite nella Circolare applicativa 432/93 della Legge 208/91:
- piste in corsie riservate su
carreggiate stradali o marciapiedi esistenti, ricavabili mediante opere
di
adeguamento;
- piste in sede propria su
carreggiate stradali esistenti;
- piste in sede propria da
costruirsi ex novo;
- piste ciclopedonali in sede
propria da costruirsi ex novo.
Questo studio di fattibilità persegue due obiettivi
principali.
Il primo è organizzare una rete di organici
collegamenti intercomunali o d’area, che connetta il capoluogo di
Bergamo con i poli d’attrazione principali periferici ed i medesimi tra
loro.
Il secondo è estendere questa rete, utilizzando ove
possibile strutture viarie esistenti, con opportune ramificazioni che
tocchino quelle aree a forte valenza naturalistica e paesaggistica,
senza dimenticare quei luoghi (antichi borghi e singoli edifici di
particolare pregio storico, artistico e architettonico) che
testimoniano storia e cultura bergamasca.
La realizzazione di una rete siffatta assolverà ad una
duplice funzione:
1. fornire strutture alternative
per gli spostamenti pendolari casa-scuola e casa-lavoro, favorendo
l’uso della bicicletta in modo da decongestionare il grande volume di
traffico veicolare presente in diverse aree della provincia;
2. garantire percorsi ad uso
turistico e ricreativo per riscoprire le bellezze del nostro territorio.
Documentazione prodotta
I documenti che costituiscono questo studio di
fattibilità sono:
1.
relazione illustrativa e descrittiva
2. N. 4 tavole grafiche riportanti i tracciati della
rete ciclabile
3.
scheda di rilevazione per la maglia principale e
maglia secondaria
Dati riassuntivi della rete ciclabile
| MAGLIA PRINCIPALE
|
collegamenti
diretti tra i grandi poli di attrazione quali: Bergamo, Dalmine, Ponte
S.Pietro/Curno, Romano di Lombardia, Seriate, Treviglio;
|
KM. 105.250
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| TRATTI
ESISTENTI |
|
Km. 12.850
|
| TRATTI
PREVISTI IN P.R.G. COMUNALI |
|
Km. 13.950
|
| TRATTI
DA PROPORRE |
|
Km. 78.450
|
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| MAGLIA SECONDARIA
|
collegamenti
con i centri minori (Stezzano, Zanica, Grassobbio, Calcinate ecc.) e
con tratti di maglia principale. Queste diramazioni sono più
diffuse in alcune aree, quali la periferia di Bergamo ed alcune zone a
forte caratterizzazione industriale; |
KM. 228.450
|
| TRATTI
ESISTENTI |
|
Km. 26.250
|
| TRATTI
PREVISTI IN P.R.G. COMUNALI |
|
Km. 88.450
|
| TRATTI
DA PROPORRE |
|
Km. 113.750
|
| |
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| MAGLIA MINORE
|
(percorsi
cicloturistici) collegamenti ed appendici con la maglia
secondaria e con le aree a forte valenza paesaggistica e naturalistica
con specificità e funzionalità turistiche e ricreative. |
KM. 488.700
|
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Criteri metodologici
La rete
cicloviaria così predisposta vuole offrire una valida
alternativa all’uso dei veicoli per gli spostamenti tra i diversi
comuni (poli maggiori e minori) e tra questi e il capoluogo, Bergamo.
Nella scelta dei tracciati, si è tenuto conto
degli effetti di decongestionamento del traffico veicolare su alcune
attuali strade provinciali o statali, che si verificherà con la
realizzazione di nuove infrastrutture viarie, affinchè si possa
garantire maggiore sicurezza all’utente ciclista per eventuali ciclovie
da collocare in adiacenza a codeste strade, o sulle medesime (secondo i
dettami e le norme del nuovo Codice della Strada). Sarà
altresì necessario coordinare le diverse municipalità al
fine di poter regolamentare i flussi di traffico e introdurre
limitazioni al transito veicolare, là dove si verificheranno
condizioni di promiscuità precarie per la sicurezza dell’utente
ciclista.
La rete cicloviaria toccherà inevitabilmente tutte le
fermate ferroviarie e le fermate del futuro sistema di metropolitana
leggera di Bergamo, con dislocazione di parcheggi opportuni per
biciclette nelle aree di pertinenza delle stazioni. Ciò
permetterà di promuovere l’intermodalità tra questi due
mezzi.
Questi tracciati della rete cicloviaria inglobano dove
possibile, tratti di ciclopiste esistenti o di futura realizzazione
programmate dalle Amministrazioni Comunali. Questo per non creare
doppioni e disperdere le poche risorse economiche disponibili;
nonchè vanificare le spese già affrontate.
Particolare rilevanza ed utilità avranno i
percorsi cicloturistici. Questi infatti utilizzano prevalentemente
strade provinciali e comunali con limitato flusso di traffico veicolare
e quindi più consone e più sicure per un uso promiscuo
tra auto e bici.
Per quanto possibile infatti, la rete ciclabile si sviluppa
su sedi stradali esistenti. Si provvederà alla formazione di
autonome strutture ciclabili solo in casi limitati ed in ultima
istanza; questo per ragioni di carattere economico.
Lungo i tracciati della Maglia Principale e Secondaria sono
stati rilevati alcuni punti critici di particolare
problematicità. Gli aspetti da risolvere sono sostanzialmente di
due ordini. Da una parte garantire la messa in sicurezza di alcuni
percorsi ciclabili e attraversamenti particolari, dove coesistono con
una circolazione veicolare intensa.
Dall’altra la creazione di particolari infrastrutture
(sovrappassi, sottopassi o altro) necessarie per dare continuità
ai tracciati ciclabili. La risoluzione di questi punti critici
comporterà dei costi aggiuntivi a quelli standard, come
successivamente illustrati.
In fase di progettazione si verificheranno in modo
più accurato i percorsi qui definiti e le tipologie delle
ciclovie, con l’eventuale possibilità di effettuare variazioni
laddove si individuino soluzioni più efficaci ed opportune. Per
queste verifiche ci si avvarrà della scheda di rilevamento
(inserita nella presente relazione), mentre per la revisione dei costi
ci si riferirà alle indicazioni raccolte nella Legge Nazionale
L.208/91 e sua Circolare esplicativa 432/93 secondo le quattro
categorie come di seguito riportati:
CATEGORIA A: interventi relativi ad itinerari ciclabili mono
o birezionali; in corsie riservate, su carreggiate stradali o
marciapiedi esistenti, ricavabili mediante opere di adeguamento,
segnaletica orizzontale e verticale, illuminazione ed idonea protezione;
CATEGORIA B: interventi di ampliamento,
ristrutturazione e completamento di itinerari mono o birezionali
ciclabili in sede propria, su carreggiate stradali o marciapiedi
esistenti, compresa segnaletica orizzontale e verticale, illuminazione
ed idonee opere di protezione;
CATEGORIA C: Interventi per itinerari ciclabili
bidirezionali, in sede propria, da costruirsi ex novo, comprese
segnaletica orizzontale e verticale, illuminazione ed idonee opere di
protezione;
CATEGORIA
D: interventi per itinerari
ciclo-pedonali direzionali con le cartteristiche di cui alla voce
precedente.
I costi standard di massima per le relative categorie sono:
CATEGORIA A: £./Km. 50.000.000 tuttavia comprovante
esperienze di preventivazione rendono indispensabile aumentare il costo
standard per questo tipo di interventi alla cifra di £./Km.
70.000.000;
CATEGORIA B: £./Km. 100.000.000
CATEGORIA C: £./Km. 200.000.000
CATEGORIA D: £./Km. 250.000.000
Naturalmente i costi sono riferiti ai Km. di pista a doppio
senso di marcia, in modo da finalizzare la completa funzionalità
degli itinerari per gli spostamenti in andata e in ritorno dei ciclisti.
Nei centri abitati dove le sedi
stradali sono generalmente più ristrette e dove si presentano
più difficoltà di realizzazione, gli interventi
ricadranno nella Categoria A - corsie su strada o marciapiedi. Il
tracciato verrà individuato in modo più dettagliato e
preciso secondo le esigenze delle Amministrazioni coadiuvate dal
Comitato Provinciale per la Ciclabilità.
Questi costi includono i lavori per attraversamenti,
intersezioni stradali, semaforizzazioni, nonchè le necessarie
protezioni e l’obbligatoria segnaletica.
Sono invece escluse da queste spese quelle
opere complementari di arredo, del verde, di illuminazione pubblica e
di quant’altro necessario alla formazione delle ciclovie, compresa
l’acquisizione dei sedimi e delle aree.
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