|
NotiziAribi
|
||
|
E DA
FRIBURGO SONO STATE
BANDITE LE AUTO
(dal Corriere della Sera
)
Nel campo delle energie rinnovabili – le uniche in grado di combattere efficacemente l’effetto serra se si prescinde dal nucleare – il campione d’Europa non è un assolato villaggio italiano, ma una cit-tà universitaria tedesca, incastonata tra i Reno e la Foresta Nera, a un tiro di schioppo dalla frontiera con la Francia e con la Svizzera: Freiburg in Breisgau, la capitale ecologica del continente. La “guerra agli idrocarburi” dichiarata molti ani fa dal municipio di Friburgo ha portato oggi questa città di 220 mila abitanti a illuminarsi prevalentemente con l’energia solare e a circolare quasi solo in bicicletta. Accanto alle guglie gotiche del duomo, l’edificio più ammirato di Friburgo, è la più al-ta centrale fotovoltaica della Germania,una distesa sterminata di pannelli che riveste scintillando al sole un palazzo di 19 piani. La città, come si può immaginare, è una roccaforte dei Verdi e alle ul-time elezioni amministrative il candidato verde Dieter Salomon è stato eletto sindaco con il 64% dei voti. “La nostra politica di pianificazione energetica risale agli anni Settanta, quando ci siamo resi conto che combattere il nucleare senza proporre delle alternative non aveva senso”, spiega l’Assessore all’Ambiente Gerda Stucklik. Da allora ad oggi, il volto della città è cambiato profon-damente, diventando un vero e proprio laboratorio di sviluppo sostenibile. La “Casa della biciclet-ta”, un edificio circolare rivestito di legno e con un prato verde sul tetto, che accoglie tutti i viaggia-tori all’uscita dalla stazione, è uno dei simboli di questa rivoluzione: al piano terra ospita le auto di una società di car-sharing, al primo piano un parcheggio sorvegliato per mille biciclette e una serie di boutique per ciclisti che offrono servizi per tutti i tipi, dalle riparazioni all’affitto. Il parcheggio (75 cent. al giorno) è quasi sempre pieno. In città, la bici ha soppiantato l’automobile: il limite di velocità a 30 Km/h su tutto il territorio comunale, i parcheggi sempre più rari e carissimi, l’ampia e impeccabile offerta di mezzi pubblici e oltre 500 chilometri di piste ciclabili hanno convinto molti automobilisti a gettare la spugna. Le occhiate assassine delle madri con bambini, che corrono spensierati in mezzo alla strada, hanno fatto il resto. Dal 1976 a oggi gli spostamenti urbani sono cresciuti del 30%, ma la quota coperta dalle auto private è scesa dal 60 al 35%. Nel frattempo la città si è riempita di pannelli solari, che dilagano sui tetti delle case arroccate su dolci declivi e affastellate nei vicoli del centro, grazie a un modesto incentivo (attualmente di 600 euro) per ogni impianto fotovoltaico installato. E anche chi non ha un tetto fotovoltaico può comprare energia verde dalla municipalizzata locale, Badenova, con un sovraprezzo di 2 cent. a Kilowattora. In questo modo l’amministrazione comunale ha taglia-to del 40% le emissioni di anidride carbonica sul proprio territorio, malgrado Friburgo sia una delle poche città tedesche in cui la popolazione cresce. Questo impegno sul fronte delle energie rinnova-bili si è tradotto in un volano per l’economia locale, mobilitando università, imprenditori, architetti e artigiani. Un migliaio di persone lavorano solo nel comparto del fotovoltaico: con quasi 4 MW in-stallati, la città produce da sola più energia solare della Svezia, del Belgio della Grecia o del Porto-gallo. Tutti i progetti urbani più recenti, dalla “Solarsiedlung” di Vauban (38 ettari per 5 mila abi-tanti), al nuovo quartiere di Riesenfeld (70 ettari per 12 mila abitanti)sono stati improntati con crite-ri draconiani di sostenibilià ambientale. Combinando materiali da costruzione riciclabili, un’esposizione strategica alla luce del sole con vaste vetrate orientate a Sud e i tetti di pannelli al posto delle tegole, le “case solari” dell’architetto Rolf Disch producono più energia di quella che consumano: i prezzi sono elevati (3.500 €/mq) ma i proprietari guadagneranno 250 euro al mese dalla vendita della loro energia verde. Condizione d’entrata: lasciare fuori la macchina dall’insediamento. Chi non può proprio fare a meno di possederne una, dovrà acquistare un posto macchina nel garage sotterraneo costruito all’entrata del quartiere. E a Riesenfeld le case vanno a ruba. |