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| RINNOVO ORGANI A.RI.BI. |
| Il 17 aprile scorso, una partecipata assemblea dei soci ha rinnovato per il prossimo biennio la composizione degli Organi dell'Associazione, approvando nel contempo la relazione della Presidente uscente (che ha dichiarato di non voler riproporre la sua candidatura ritenendo opportuno un avvicendamento dopo due mandati presidenziali), il conto consuntivo del 2010 e il preventivo di gestione del 2011. I 13 soci risultati eletti per aver ottenuto il maggior numero di voti - e destinati quindi a ricomporre il Consiglio Direttivo, il collegio dei Revisori dei conti e quello dei Probiviri - sono risultati nell'ordine: Ratti Claudia; Gnecchi Silvia, Belelli Simonetta; Calvi Franco; Beni Gianbianco; Alfieri Roberto; Previtali Claudio; Lorandi Sartori Anna; Danelli Tiziana; Persico Giovanni; Carrara Tiziana; Gambirasio Emilio e Cattaneo Giancarlo. Nel corso di una loro successiva riunione, gli stessi si sono ripartiti gli incarichi, per cui fanno parte: A TUTTI I NEO ELETTI, GLI AUGURI PIÙ FERVIDI DI BUON LAVORO NELL'INTERESSE DELL'A.RI.BI. |
| INIZIATIVE PER IL TRENTENNALE DELL'A.RI.BI. |
| L'ultimo numero del Notiziaribi ha riferito delle sei iniziative prescelte per sottolineare in modo adeguato il trentesimo anno di vita della nostra Associazione (le ricordiamo: Bimbinbici 2011, Mostra di bici storiche e di campioni, Tavola Rotonda, Partecipazione alla "minitappa Tricolore" in coincidenza con la tappa bergamasca del Giro d'Italia, Nuove cartoschede delle "Passeggiate fuori porta", Cicloraduno regionale FIAB). Di tali iniziative, la mostra (già prevista per la settimana dal 21 al 29 maggio, nel suggestivo Chiostro di S.Marta a tal fine messo gentilmente a disposizione dell' A.RI.BI. dalla proprietaria Banca Popolare di Bergamo) è stata forzatamente differita ad altra data - si pensa al prossimo settembre, in coincidenza con il cicloraduno - e spostata in luogo chiuso: si pensa nell'"Urban Center": il moderno edificio prospiciente viale Papa Giovanni, adibito dal Comune a punto di informazione e reclamizzazione turistica. Motivo della decisione: le pretese - non solo economiche e comunque non accettabili dall' A.RI.BI.- delle Compagnie interpellate per la copertura assicurativa delle dieci preziose biciclette (normalmente ospitate nel "Museo del falegname" di Almeno S.Bartolomeo, che il proprietario Tino Sana mette a tal fine gratuitamente a disposizione dell'A.RI.BI.). La nuova localizzazione "al chiuso" dovrebbe consentire richieste assicurative più…abbordabili: così almeno si spera! Sono già state attuate, invece, come da programma: Delle altre iniziative programmate e non ancora attuate (la mostra delle bici storiche e di campioni e il cicloraduno regionale FIAB) riferiremo a suo tempo. |
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| Verso la Muratella, 2009 |
| DELLA TAVOLA ROTONDA |
| L'oggetto in discussione era stimolante: "Mobilità alternativa: è possibile e come?" e avrebbe certo meritato una maggiore partecipazione; soprattutto dei soci A.RI.BI. (anche se è pur vero che di sabato mattina -quando la Tavola si è svolta- molti lavorano). Di particolare interesse sono stati gli interventi dei rappresentanti dei Comuni di Venezia-Mestre (il Responsabile tecnico Roberto Dibussolo) e di Reggio Emilia (l'Assessore alla mobilità Paolo Gandoldi): che hanno offerto il contributo delle loro "esperienze sul campo". Il primo, ha illustrato anche con proiezioni le organiche soluzioni attuate a Mestre per favorire la ciclabilità e riqualificare nel contempo l'ambiente urbano; il secondo, si è soffermato in particolare sui criteri informativi del "Biciplan" localmente adottato (lo strumento urbanistico di pianificazione degli interventi finalizzati a favorire la mobilità dolce). Sono seguiti i sostanziosi interventi: - di Gloria Gelmi (la Mobility Manager della Provincia di Bergamo): che ha posto l'accento sulle opportunità, per ridurre il traffico, di soluzioni già altrove sperimentate con successo e basate sull'utilizzo di auto appositamente noleggiabili in luogo delle proprie (così riducendo anche l'acquisto di auto nuove) e volte, comunque, a incentivare l'uso cumulativo di quelle circolanti; - e di Federico Carnazzi (il Vice presidente dell'ACI Bergamo), che pur invitando a "non demonizzare" l'auto, ha tuttavia convenuto - statuto dell'ACI alla mano - sull'esigenza di un uso responsabile di questo mezzo, divenuto ormai indispensabile. Gli interventi - iniziati con quello di Gianfranco Ceci, Vicesindaco e Assessore alla mobilità del Comune di Bergamo, che ha illustrato le realizzazioni ciclabili in programma: … finanze permettendo, ovviamente! - si sono stati conclusi con quello (che trascriviamo qui di seguito) svolto per l'A.RI.BI. da Angelo Mainetti e con le richieste del pubblico (che, nell'occasione, ha commentato criticamente il fatto che il rappresentante del Comune di Bergamo, subito dopo aver parlato abbia lasciato la Tavola, sia pure per altri impegni pubblici da soddisfare: evitando così di confrontarsi con gli altri relatori e con lo stesso pubblico, come sarebbe stato auspicabile). Con la consueta professionalità, ha fatto da "moderatore" il giornalista dell'Eco di Bergamo, Paolo Aresi. Ecco il testo dell'intervento del rappresentante dell'A.RI.BI.: «Pur essendo suo fine istituzionale incentivare l'uso della bicicletta anche per la locomozione quotidiana, l'A.RI.BI. ha sempre sostenuto che i problemi della ciclabilità urbana devono essere affrontati e risolti non già "di per sé", ma nel quadro della soluzione del problema del traffico in generale. E per tale motivo non ha mai privilegiato la richiesta di ciclopiste urbane (naturalmente, le ha accettate di buon grado quando sono state realizzate e, all'occorrenza, le ha difese e continuerà a farlo): ma ha optato, invece, per una riduzione del traffico tale da rendere competitiva e sicura la circolazione ciclabile. E in coerenza a questa impostazione concettuale l‘A.RI.BI. ha elaborato e formulato proposte. Prima di analizzarle, sembra opportuno evidenziare alcune premesse oggettive, che di tali proposte costituiscono il presupposto razionale: Fatte salve tali premesse oggettive; e considerato altresì che le soluzioni a tal fine presunte idonee per una città possono non esserlo per altre - ciascuna avendo caratteristiche dimensionali e urbanistiche sue proprie - per Bergamo, l'A.RI.BI. ha proposto ormai dal 1986 il seguente pacchetto di interventi, volti a dare priorità ad un trasporto collettivo funzionale (come mezzo al fine), agevolando nel contempo l'uso della bicicletta: 1) previa introduzione del senso unico nelle strade interessate dalla loro percorrenza, riservare agli autobus corsie preferenziali protette in tutta la città bassa: razionalizzandone nel contempo le linee e incrementandone le corse; 2) fatte salve esigenze meritevoli di oggettiva tutela, drenare obbligatoriamente le auto provenienti dalla provincia in parcheggi periferici, collegati al centro città da rapidi autobus-navetta; 3) durante fasce orarie determinabili (e sempre fatte salve le predette esigenze oggettive meritevoli di tutela) vietare il parcheggio su strada in settori diversi da quelli di residenza dei loro proprietari; 4) ammettere la disciplinata circolazione ciclabile nelle corsie preferenziali degli autobus (rese larghe dall'avvenuta introduzione del senso unico di marcia) a fianco dei marciapiedi. Le suddette indicazioni, pur puntualmente diffuse, sono state riproposte alle diverse Amministrazioni locali succedutesi a Bergamo: che mai le hanno contestate - anzi, talora le hanno persino apprezzate - ma, di fatto, le hanno sempre ignorate: presumibilmente per la loro radicalità. D'altra parte, l'A.RI.BI. è convinta che la soluzione del problema della mobilità urbana, essendo di pubblico interesse, vada perseguita anche se comporta sacrifici: elettorali compresi.» |
| PREVISIONI COMUNALI PER LA CICLABILITÀ |
| Ne ha parlato l'Assessore Ceci nel corso della Tavola Rotonda del 21 maggio: confermando quanto già anticipato alla nuova Presidente dell'A.RI.BI. in un incontro del 30 aprile. Le previsioni del Comune di Bergamo "pro mobilità dolce" sono: 1) realizzazione delle piste ciclabili: 2) potenziamento del Bike Sharing (raddoppio degli attuali punti di distribuzione); 3) sperimentazione di Bike Sharing con bici a pedalata assistita elettricamente; 4) installazione di nuove rastrelliere in città; 5) messa in sicurezza, coordinamento e collegamento delle piste ciclabili esistenti (comprese quelle dei colli); 6) ricerca di risorse per finanziare l'acquisto di nuove biciclette |
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| In bici verso le Cornelle, 2010 |
| BERGAMO E IL BICIPLAN |
| L'occasione per parlarne è offerta dal riferimento a quello di Reggio Emilia fattone dall'Assessore Gandolfi, nonché dal quesito, rivolto all' A.RI.BI. dal pubblico presente alla Tavola,"se" la stessa A.RI.BI. si sia mai premurata di chiederne l'adozione al Comune di Bergamo. A conferma della risposta affermativa allora fornita, siamo ora in grado di precisare: - che nel convegno con lui avuto il 14 novembre 2009, l'allora Presidente Gabriella Radici rinnovò all'Assessore Ceci la richiesta (già formulata dall' A.RI.BI. all' Amministrazione precedente a corredo delle "osservazioni" al P.U.M.) che il Comune di Bergamo si dotasse di tale strumento: ribadendo la richiesta nel promemoria tosto consegnatogli; - che richiamandosi al detto convegno, con lettera inviatagli il successivo 7 dicembre la Presidente Radici si dichiarò convinta "che una valutazione delle più coerenti soluzioni…(ciclabili)…non può che essere frutto di un'organica pianificazione ad hoc, quale attuabile dal Biciplan: per l'appunto propostole dall'A.RI.BI. anche sulla scorta delle consimili esperienze di altre realtà cittadine" : corredando tale lettera, a titolo dichiaratamente esemplificativo, con la mappa del Biciplan del Comune di Treviso; - che una risposta a tale richiesta, pure sovente sollecitata, ad oggi non risulta tuttavia pervenuta. |
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| Anno XXVI, n. 2/2011 - Periodico tri-quadrimestrale di informazione dell'A.RI.BI. - Associazione rilancio bicicletta - di Bergamo. Spediz. in abbon. postale, art.1 c. 2 DL.353 / 03 (convertito nella L.46/04, art.1 c.2) DCB Bergamo. Direttore responsabile Felice Gimondi; autorizzazione del Tribunale di Bergamo n.3 del 1985 |
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