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UN CONTRIBUTO PER IL  SITO

di Anna Lorandi

Nel giugno scorso Anna e Francesca sono state a Budapest,ospiti di amici:Győrgy, Bela e Csaba.

Anna ricorda quella visita nella capitale magiara parafrasando un  celebre  sonetto  di Dante,   concludendolo poi con alcuni versi del grande poeta romantico ed eroe nazionale ungherese Sandor Petőfi.

BUDAPEST 

Francesca,

io vorrei che tu

Csaba ed io,

forse presi per incantamento

ci si ritrovasse a Buda

in un momento.

 

E vagar di nuovo,

tra utca e tėr

lungo il tragitto

per il Parlamento,

contemplando a Pest

ogni suo monumento.


Se poi una sosta

al Caffè Hungarian

volessim fare,

potremmo ancora

gli stucchi d’oro e i numerosi addobbi,

fermarci a rimirare.

 

Là, dalla cupola di Santo Stefano

lo sguardo spazia

dalla città antica al piano,

da San Mattia

ad ogni confine lontano.

 

E quando ogni visita

ci sembra ormai esaurita,

esplorare in bici

la verdissima Isola

Margherita.

 

E giù,

“ nell’esteso mareggiare piano

sento la mia patria, sento

il mio mondo;

e dentro l’alma, non diversa punto

dall’aquila ch’ eluse la prigione,

godo in mirar quest’ infinito suolo.”

( Sandor Petőfi)